Insoddisfazione lavorativa: gli effetti sulla salute

insoddisfazione lavorativa

Meglio fare il lavoro che si ama, magari guadagnando leggermente meno, che fare un lavoro remunerativo ma odiato. Ma non solo perché le insoddisfazioni, nel mondo occupazionale, possono essere anche di diverso tipo e tutte incidono profondamente sull’umore e, in definitiva, sulla salute con effetti devastanti.

È  quanto emerge da uno studio della Ohio State University, i cui autori hanno cercato di analizzare gli effetti a lungo termine sulla salute provocati da una scarsa insoddisfazione al lavoro. L’indagine è stata condotta negli Stati Uniti ma è considerata valida al livello universale e internazionale.

Per esaminare la questione, sono stati arruolati 6.432 americani, ai quali è stato chiesto di valutare il loro livello di soddisfazione sul lavoro da 1 (non piace molto) a 4 (mi piace molto), e di esporre gli eventuali problemi di salute riscontrati dopo i 40 anni di età.

Analizzando i dati raccolti sarebbe emerso che, rispetto a un gruppo di controllo, coloro che non erano mai stati soddisfatti del proprio lavoro avrebbero sofferto maggiormente di disturbi come depressione e insonnia, registrando, nel complesso, punteggi più bassi per quanto riguarda la salute mentale.

Coloro che avevano iniziato a lavorare con elevati livelli di soddisfazione, ma che hanno registrato una tendenza al ribasso nel corso del tempo, avrebbero sofferto maggiormente di problemi del sonno, ma non di depressione o problemi emotivi; mentre il gruppo che ha iniziato con una bassa soddisfazione sul lavoro, ed ha poi visto migliorare la propria situazione, non avrebbe presentato particolari problemi di salute in più rispetto al gruppo di controllo.

Il tutto con gravi conseguenze sull’aspetto fisico perché, sempre secondo lo studio, i livelli più elevati di problemi di salute mentale per le persone con bassa soddisfazione sul lavoro possono rappresentare un precursore di futuri problemi fisici. L’aumento di ansia e depressione potrebbe infatti portare a problemi di salute cardiovascolare o di altro tipo, che non verranno notati fino alla vecchiaia.

Meglio, dunque, fare la classica gavetta e conquistare una posizione di successo nel tempo che, partire con un exploit e finire vittima di un lento e inesorabile declino. Questo, almeno, quanto emerge da questo studio, determinato a rivoluzionare il mondo della psicologia del lavoro. Un dipendente non soddisfatto e non gratificato, del resto, non farà che influire negativamente sull’azienda con gravi conseguenze sul rendimento generale.

Ma non è tutto perché, secondo un altro studio affine, anche lavorare con un cattivo capo, che ci mette a disaggio o che ripete affermazioni frustranti, può incidere sulla salute dei pazienti soprattutto se il rapporto e prolungato con conseguenze in termini di diabete e malattie cardiovascolari.

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