La Grecia di nuovo in alto mare

Continuano le difficoltà greche

Dopo l’accordo di agosto con la Troika, il Paese non è riuscito a mantenere le promesse in fatto di riforme

Sembra aver avuto fine il continuo monitoraggio dei media internazionali sulla situazione economica della Grecia; di certo però il fatto che questa sia passata in secondo piano rispetto al periodo precedente, non significa affatto che i problemi siano stati risolti, tutt’altro. Le banche elleniche sono sempre sull’orlo del disastro, sostenute nella oro situazione disperata solo dagli aiuti della Banca Centrale Europea, e i cittadini vedono ancora i loro conti bloccati parzialmente.

Continuano le difficoltà grechePer migliorare la situazione e ricapitalizzare le banche, la Troika ad agosto ha siglato un accordo con il Governo greco, attraverso il quale, in cambio di nuovi aiuti, ha ottenuto da questo delle concessioni, tra cui una lista di 48 punti da seguire per attuare le riforme urgenti, indispensabili secondo l’ente per mostrare la buona volontà della Grecia di uscire dalla crisi; in cambio di queste riforme, che contengono anche i tagli alla sanità, alle pensioni e l’aumento delle tasse, la Grecia otterrà 25 miliardi di aiuti, di cui 10 sono già pronti e depositati in un conto in Lussemburgo.

Un compito tutt’altro che facile per il Premier Tsipras, anche se dopo le nuove elezioni il suo potere all’interno del Parlamento è nettamente aumentato grazie al maggior numero di onorevoli dalla sua parte. Per ora si notano però solo timidi cambiamenti, e, dopo lunghe sessioni di discussione, il Parlamento greco ha approvato solamente l’aumento dell’imposta sul reddito, portandola al 29%, e della tassa sul lusso, portandola dal 5% al 13%; è stata inoltre ripristinata anche la rata sulle pubblicità in televisione. Più che l’aumento delle tasse, ciò che si trasformerà in un’enorme sfida per Tsipras sarà il taglio delle pensioni, un nodo che per ora non si riesce a sciogliere.

Un punto su cui Tsipras non ha però intenzione di cedere è la conferma dell’impossibilità di sfratto dalla prima casa per le famiglie; la Troika infatti vorrebbe cancellare questa garanzia, ma Tsipras è consapevole che nel suo Paese ci sono oltre 320mila famiglie che non riescono più a pagare il mutuo e che sarebbero a rischio se passasse questa riforma. Dal punto di vista degli esponenti della Troika però, i problemi delle banche sono causati in gran parte anche dalla mancata restituzione dei mutui, se a queste tornassero gli immobili, potrebbero in parte ricapitalizzasi e uscire dall’affanno.

Per ora quindi la Grecia si trova ancora in alto mare, avendo rispettato solo 19 dei 48 punti discussi ad agosto, e la reazione della Troika si sta rivelando molto dura, dato che ha tagliato due terzi dei fondi che la Grecia doveva ricevere nell’ultima tranche di aiuti.

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