Le predictions di Deloitte sulle prossime innovazioni

La navigazione indoor farà strada“: ad assicurarcelo è stata nei giorni scorsi Deloitte con le sue predictions technology, media e telecommunications (tmt) in merito ai trend e alle innovazioni previste per l’anno da poco iniziato, anno che si prospetta essere davvero molto interessante dal punto di vista della tecnologia.

Secondo le ultime stime, infatti, nel 2017 il numero dei dispositivi mobili dotati di un lettore di impronte digitali supererà per la prima volta la cifra record del miliardo. Ma non è tutto: secondo Deloitte, entro il 2020, la quasi totalità degli smartphone disporrà di rilevatori di impronte digitali usati regolarmente da milioni di utenti in tutto il mondo, ormai avvezzi a simili sistemi di riconoscimento.

Ma quali sono i motivi di un tale probabile successo? È presto detto. Il boom di questi lettori, tra l’altro già incominciato, è dovuto in primo luogo alla loro capacità di sbloccare rapidamente il telefono senza dover ricordare e digitare complicate password, quindi anche al buio o mentre si è in movimento. Gli smartphone permetteranno inoltre agli utenti di acquisire sempre più familiarità con le rilevazioni biometriche, consentendo in questo modo di superare le diffidenze e i tabù legati alla raccolta di questa tipologia di dati.

Senza contare poi che molto presto, anche Bancomat, aziende o scuole, sulla scia del successo riscosso per gli smartphone, potrebbero dotarsi di tali lettori in alternativa all’utilizzo di pin o badge.

Lo smartphone, ha dichiarato Alberto Donato, partner Deloitte e responsabile italiano technology, media & telecommunication, avrà il merito di sdoganare l’utilizzo delle impronte digitali per l’autenticazione degli individui e l’autorizzazione dei pagamenti. I lettori di impronte, oggi presenti quasi esclusivamente su smartphone e tablet, verranno presto adottati anche da banche, aziende e scuole.

Non si tratta ovviamente solo di comodità, ma anche di nuovi livelli di sicurezza che si stanno poco per volta raggiungendo. “La sicurezza informatica”, ha proseguito Donato, “non sarà più un’opzione ma una necessità assoluta per contrastare il proliferare di attacchi cibernetici. Qualsiasi organizzazione con un’esposizione significativa su Internet dovrebbe essere consapevole che, per il 2017, si prevede un picco di attacchi informatici.

Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte per i giovani tra i 15 e i 29 anni. Nei prossimi cinque anni, la diffusione massiva di automobili dotate di sistemi di frenata assistita permetterà di salvare migliaia di persone, oggi vittime della strada”.