Tasso di disoccupazione USA al 5%, il livello più basso da aprile 2008

Tasso Disoccupazione Usa in calo

Ad ottobre gli analisti avevano pronosticato la creazione di 185mila nuovi posti di lavoro, mentre sono stati 271 mila, il maggior balzo in avanti da dicembre 2014, che potrebbe ripetersi anche a novembre

Tasso Disoccupazione Usa in caloDopo dati non troppo positivi provenienti dall’ economia americana nei mesi precedenti, con la crescita che non camminava al passo con le previsioni degli analisti, ad ottobre la grande locomotiva a stelle e strisce ha cominciato a correre di nuovo, soprattutto per quanto riguarda il calo della disoccupazione: questo indice è sceso ad ottobre al 5%, con un calo dello 0,1% rispetto a settembre; in un mese infatti sono stati creati 271mila nuovi posti di lavoro non agricoli. Con questo nuovo aumento, gli Stati Uniti hanno raggiunto quota otto milioni di posti di lavoro creati negli ultimi tre mesi, mai così tanti dai primi anni 2000.

Questi dati sul buon andamento del mercato del lavoro sono stati rilasciati dal dipartimento del lavoro statunitense; queste buone notizie provenienti dal settore dell’economia però hanno mandato in leggera sofferenza Wall Street, dove l’indice Dow Jones ha perso lo 0,31%, in previsione di un possibile rialzo dei tassi di interesse nel Paese.

La popolazione intanto si gode il maggior balzo in avanti dell’occupazione nel Paese da dicembre 2014, infatti gli analisti avevano previsto la creazione di “soli” 185mila nuovi posti di lavoro, una quota che avrebbe dovuto tenere stabile il tasso di disoccupazione, che invece è arrivato a toccare i minimi di aprile 2008. Dopo la pubblicazione di questi dati, Governo degli Stati Uniti ha portato in rialzo le sue stime, e anche gli addetti ai lavori si mostrano ottimisti, prevedendo anche per novembre un aumento dei porti di lavoro di 150 mila unità; questi, uniti a quelli di ottobre, potrebbero finalmente convincere la Federal Reserve a rialzare i tassi di interesse a dicembre.

Ottobre è stato anche il mese che ha segnato una svolta positiva per quanto riguarda l’aumento degli stipendi dei lavoratori, cresciuti del 2,5% su base annua, l’aumento più cospicuo da luglio 2009. Questo aumento degli stipendi mette in mostra la presenza di nuove tensioni salariali, che potrebbero portare ad un aumento dell’inflazione, facendola arrivare al 2%, una percentuale superiore a quella auspicata dalla Banca centrale, un fenomeno che non avveniva dal 2006. Il miglioramento dell’economia statunitense sta mostrano le sue ripercussioni anche sui mercati europei, dove l’euro ha toccato i minimi da aprile scorso, raggiungendo quasi la parità con il dollaro, con il cambio 1,07.

You May Also Like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *