Vita da casalinghe: niente ferie e 7 ore di lavoro al giorno non retribuito. Ma sono in via d’estinzione

Stare a casa tutto il giorno, a chiacchierare con le amiche e a sbirciare dalla finestra la vita degli altri. È davvero così la vita delle casalinghe? Secondo l’Istat sembra proprio di no e, anzi, talvolta è più dura di quella dei mariti che lavorano.

Secondo l’istituto demografico le donne di casa svolgono attività non retribuita per circa 7 ore al giorno, non vanno mai in ferie e, anche se costrette per la crisi a intraprendere un’attività part time non destinano meno di 4 ore al giorno nel capitolo faccende domestiche.

Ma non solo: sono fondamentali per la crescita demografica (una donna in carriera ha già abbastanza problemi con un solo figlio), si occupano degli anziani che altrimenti finirebbero nei centri per la terza età e gestiscono la casa evitando inutili sprechi tra tate e donne delle pulizie. Purtroppo, però, questa figura ancora importante nella nostra società si sta estinguendo: in soli dieci anni si sono infatti ridotte di 10 milioni e il 40% delle casalinghe attuali ha più di 60 anni.

Le poche sopravvissute si trovano al centro sud mentre al nord le poche che stanno a casa a badare ai figli e ad accudire gli anziani sono perlopiù straniere, marocchine o albanesi. Incredibile ma vero, secondo l’Istat le casalinghe sono molto più soddisfatte della categoria di donne impiegate più soddisfatte (lo stacco è di quasi 10 punti percentuali) e godono di ottima salute.

Nel 2016, al quesito “Come va in generale la sua salute?”, il 48,2% delle donne intervistate ha risposto di stare “bene o molto bene”. La fatica fisica, insomma, forse è pari se non superiore a chi lavora e magari si fa aiutare da domestiche o tate ma, con livelli inferiori di stress, a giovarne è soprattutto il fisico. I tempi, purtroppo, stanno cambiando e a spingere un vero e proprio esercito di casalinghe fuori dalle mura domestiche è stata sicuramente la crisi.

La società, però, in particolare nel centro sud, ancora non si è del tutto adeguata alla donna in carriera e così molte madri si trovano a dover lavorare, accudire i figli, pensare alla casa e badare agli anziani contemporaneamente. E’ importante sottolineare che, oltre ad avere un titolo di studio più basso, le casalinghe investono meno nella formazione.

Nel 2012 solo l’8,8% ha frequentato corsi, quota che è solo di poco più alta tra le casalinghe di 18-34 anni (12,9%). E questo non è un buon risultato perché rende più difficile l’inserimento nel mercato del lavoro delle giovani che volessero ad un certo punto della loro esistenza entrarci.